Tra i disturbi specifici dell’apprendimento la disortografia è caratterizzata dalla difficoltà nel convertire i suoni del linguaggio verbale (fonemi) in simboli grafici (grafemi).
Per apprendere la scrittura il bambino attraversa un processo articolato in diverse fasi, nelle quali vi è l’acquisizione del meccanismo grafema-fonema, indispensabile sia per la lettura che per la scrittura, il suo corretto padroneggiamento e la creazione di un magazzino lessicale dal quale il bambino riconosce in modo diretto le parole. Per poter completare questo particolare processo di apprendimento sono necessarie alcune capacità, nello specifico il bambino deve:
Nella disortografia alcune o, nei casi più gravi, la totalità delle abilità sopra descritte risultano non correttamente apprese. Di conseguenza al bambino disortografico risultano mancanti alcune capacità che lo conducono a commettere una serie di errori:
Le difficoltà di un bambino disortografico spesso si manifestano in: presenza di numerose correzioni da parte degli insegnanti sui quaderni scolastici, difficoltà nei dettati, scarsa propensione alla scrittura, lentezza nella copiatura.
Spesso, in presenza di un disturbo specifico dell’apprendimento, si riscontra un basso livello di autostima, legato a una scarsa auto-efficacia in ambito scolastico e a una maggiore intensità delle normali reazioni emotive agli errori, quali la sensazione di incapacità, di umiliazione, la frustrazione e la demotivazione nell’affrontare i compiti.
L’intervento riabilitativo è progettato in base a quale tipo di abilità risulti non correttamente appresa in riferimento ai risultati della valutazione.
In caso di bisogno è necessario un intervento specialistico che sia il più tempestivo possibile: infatti una precoce diagnosi seguita da una corretta riabilitazione permette di sfruttare la fase evolutiva nella quale il bambino è in fase di acquisizione e sviluppo di specifici apprendimenti, inoltre evita il consolidamento degli errori commessi.
Per poter programmare un trattamento riabilitativo che sia il più possibile mirato, individualizzato e specifico per ogni bambino, è necessario eseguire una valida valutazione clinica. Per delineare il profilo neuropsicologico di ciascun bambino si somministrano sia test standardizzati sia prove specifiche, al fine di operare una diagnosi sia qualitativa sia funzionale, individuando così le aree critiche da trattare. Durante tutta la durata del trattamento si tiene conto anche di altri aspetti psicologici del bambino come la propria, la motivazione ad apprendere, i tratti caratteriali, l’autostima. Affinché il trattamento stesso risulti il più efficace possibile è necessario che si collochi all’interno di un contesto più ampio: è fondamentale che tra i vari contesti, scolastico e familiare, vi sia la massima collaborazione al fine di uniformare le modalità di intervento, condividendo gli obbiettivi da raggiungere.
Un intervento tempestivo permette di evitare che con il proseguimento degli studi e l’avanzare delle classi i disagi causati dal disturbo, consolidandosi, possono portare a difficoltà sempre maggiori per l’alunno, con una probabilità di recupero che diminuisce all’avanzare dell’età.